Pubblicato il 16 gennaio 2026 su Punti di vista sul mercato

Paradosso Usa: crescita e Borsa sui massimi, ma le famiglie stringono la cinghia

L’economia statunitense continua a mostrare segnali di forza sul piano macroeconomico. Il PIL cresce a un ritmo sostenuto, +4,3% nel terzo trimestre, Wall Street aggiorna nuovi record con il Dow Jones avviato verso quota 50.000 punti e l’intelligenza artificiale alimenta le aspettative di un nuovo ciclo di produttività. In superficie, il quadro sembra confermare la solidità del modello economico americano. Sotto la linea dei grandi numeri, però, la situazione delle famiglie racconta una storia molto diversa.

Nove famiglie su dieci riducono le spese quotidiane

Secondo il 2026 Cost-of-Living Crunch Report di Resume Now, basato su un sondaggio nazionale condotto su oltre mille lavoratori occupati, il 92% degli americani con un impiego ha ridotto le spese per far fronte all’aumento del costo della vita. Un dato rilevante perché riguarda esclusivamente persone con un reddito da lavoro.

Solo il 17% degli intervistati dichiara di riuscire a coprire le spese essenziali e allo stesso tempo accantonare risparmi. Per quasi due terzi degli occupati, le principali fonti di pressione sui bilanci familiari restano beni e servizi di prima necessità come alimentari, utenze, abitazione e sanità. Una percezione confermata anche da un sondaggio Marist su oltre 1.400 adulti, secondo cui il 70% degli americani giudica il costo della vita nella propria area poco accessibile o del tutto inaccessibile per una famiglia media, indipendentemente dal livello di reddito o dalla zona di residenza.

Fondi di emergenza sempre più fragili

La capacità di far fronte agli imprevisti si sta riducendo. Sempre secondo Resume Now, il 60% dei lavoratori afferma di poter coprire al massimo tre mesi di spese in caso di perdita del lavoro. Un livello di protezione molto limitato, che rende molte famiglie vulnerabili a shock come licenziamenti, problemi di salute o riduzioni improvvise del reddito. Il peggioramento delle condizioni finanziarie si riflette anche sul sentiment. Nel corso del 2025, la fiducia dei consumatori è diminuita in modo significativo tra i nuclei a reddito basso e medio, con cali vicini al 30%, ma anche il terzo più ricco della popolazione ha registrato una flessione superiore al 32%. Tra il 46% e il 65% delle famiglie attribuisce il deterioramento della propria situazione economica all’aumento generalizzato dei prezzi.

Debito delle famiglie ai massimi storici

In questo contesto, il ricorso al credito è cresciuto in modo marcato. I dati della Federal Reserve Bank of New York mostrano che il debito complessivo delle famiglie statunitensi, che include mutui, prestiti auto, carte di credito e prestiti studenteschi, ha raggiunto un nuovo massimo storico di 18.590 miliardi di dollari, in aumento di 197 miliardi in un solo trimestre. Il dato suggerisce che, per molte famiglie, il mantenimento dei livelli di consumo passa sempre più attraverso l’indebitamento, in assenza di una crescita dei redditi sufficiente a compensare l’inflazione.
Va inoltre considerato che queste rilevazioni riguardano solo la popolazione occupata. Oltre 100 milioni di adulti statunitensi risultano fuori dal mercato del lavoro, classificati come “non nella forza lavoro”, un elemento che amplia ulteriormente il quadro delle fragilità economiche sottostanti.

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