Pubblicato il 19 giugno 2026 su Punti di vista sul mercato

Obbligazionario: i prezzi dell’energia guidano i rendimenti. Dove trovare opportunità (Canada, Australia e Grecia)

La situazione in Iran nell’ultimo mese ha visto più passi indietro che in avanti. Sebbene gli analisti continuino a intravedere un percorso di risoluzione, esso è sempre più opaco. La direzione dei rendimenti obbligazionari globali – che si muovono inversamente rispetto ai prezzi – ha seguito estremamente da vicino i mercati dell’energia e, al momento, si vedono pochi motivi per cui questa relazione debba interrompersi. Le oscillazioni dei prezzi del petrolio e del gas rimarranno quindi, con ogni probabilità, il principale motore dei rendimenti globali nel breve termine.

Questo si riflette nelle probabilità assegnate agli scenari. Alla luce delle dinamiche dell’inflazione globale, viene ora attribuito un peso pari a zero ai due scenari più accomodanti (“troppo freddo” e “al punto giusto”). Ci si aspetta ancora che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi d’interesse – come previsto dallo scenario “in surriscaldamento” – ma si vede ora una maggiore probabilità di rialzi dei tassi (“eccessivo surriscaldamento”), sebbene le aspettative su questo esito siano inferiori rispetto a quelle del mercato.

In termini relativi

L’economia statunitense continua a registrare buone performance. Ancora più importante per le prospettive della politica monetaria degli Stati Uniti, la debolezza che era stata riscontrata nel mercato del lavoro è ora chiaramente alle spalle. A differenza di molte altre banche centrali, il mandato della Fed include la “piena occupazione”; di conseguenza, questo miglioramento rimuove una delle ragioni chiave che la Fed avrebbe per tagliare i tassi di interesse da questo momento in avanti.

Il testimone della crescita è ora passato alla comunità imprenditoriale. Il significativo miglioramento nel settore manifatturiero è in parte legato all’impennata degli investimenti tecnologici – connessi alla rivoluzione dell’IA – ma si sta assistendo a un’estensione di questo miglioramento ad altri settori. Non si tratta di un tema nuovo, ma ha preso slancio negli ultimi mesi.

Nel frattempo, la compressione dei redditi reali dovuta alla maggiore inflazione viene parzialmente compensata dagli stimoli fiscali (il “One Big Beautiful Bill” del Presidente Trump), sebbene vi siano vincitori e vinti in questo processo e si stiano iniziando a vedere segnali di stress tra le famiglie a basso reddito. L’insieme di tutti questi fattori implica che i Treasury statunitensi continuano a essere considerati meno attraenti rispetto ad altri titoli omologhi.

Dove trovare opportunità

Gli analisti continuano a vedere opportunità per un’esposizione lunga sui mercati dei tassi canadesi e australiani.

Per quanto riguarda il Canada, la tesi rimane invariata. L’economia era debole prima della guerra in Medio Oriente e si ritiene che i rialzi dei tassi prezzati dalle obbligazioni nei prossimi 12 mesi siano incoerenti con questo quadro. Gli ultimi dati sul mercato del lavoro – con perdite nette di posti di lavoro a marzo e indicatori anticipatori deboli – non fanno che rafforzare questa visione.

L’esito del Bilancio Federale australiano di maggio 2026-27 ha contribuito a consolidare la convinzione sui titoli di Stato australiani, con una politica fiscale complessiva che è passata da stimolante a neutrale. La Reserve Bank of Australia (RBA) ha già inasprito la politica monetaria tre volte e, sebbene un altro rialzo rimanga probabile, la fine del ciclo sta ora entrando nel mirino. Questo è sempre un momento cruciale per i mercati obbligazionari.

Europa e Regno Unito: posizione neutrale

Altrove, la posizione rimane neutrale sulla duration (rischio di tasso di interesse) nell’eurozona. A meno che non si assista a un forte calo dei prezzi dell’energia, ci si aspetta che la Banca Centrale Europea aumenti i tassi di interesse a giugno. Tuttavia, con quasi tre rialzi già prezzati per il resto dell’anno, si vede poca asimmetria in offerta: i bond registreranno un rally se i prezzi dell’energia scenderanno, ma con una banca centrale attenta ai rischi di inflazione, subiranno un sell-off più marcato in caso contrario.

Anche la posizione sulla duration del Regno Unito rimane neutrale, data l’elevata sensibilità del mercato alle dinamiche energetiche globali e l’aumento dell’incertezza politica nelle ultime settimane. Per ora si ritiene prudente rimanere alla finestra e attendere che si presenti un’opportunità più chiara.

Asset allocation: cautela sul credito, opportunità nei mercati emergenti e periferici

Dal punto di vista dell’asset allocation, la visione è ampiamente invariata rispetto al mese scorso. Rimane la cautela sul credito societario a causa di valutazioni poco attraenti, ma si continuano a vedere opportunità all’interno del debito dei mercati emergenti e dei mercati periferici dell’eurozona (ad esempio la Grecia). Un comparto, quest’ultimo, che offre rendimenti interessanti in un contesto di spread ancora remunerativi, sebbene richieda un’accurata selezione dei titoli.



Fonte: Scarica il report


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