Eurozona: crescita in rallentamento secondo BCE e Goldman Sachs
Le prospettive di crescita dell’Eurozona si fanno sempre più incerte, secondo le ultime analisi della Banca Centrale Europea (BCE) e di Goldman Sachs. Dai verbali della riunione di gennaio della BCE emerge che il tasso neutrale potrebbe essere più alto rispetto al passato, mentre le precedenti previsioni economiche si sono rivelate troppo ottimistiche. A questo si aggiunge l’impatto dei dazi imposti dagli Stati Uniti, che potrebbero compromettere ulteriormente il quadro economico.
Le nuove stime della BCE: prudenza sulla crescita
Con il recente taglio dei tassi al 2,75%, la BCE ritiene che la politica monetaria si stia avvicinando a un livello più equilibrato. Tuttavia, l’Eurotower avverte che è ancora prematuro parlare di un “punto di atterraggio” e che l’incertezza geopolitica rappresenta un rischio significativo. La banca centrale evidenzia che:
- Il processo di disinflazione è in corso, ma l’obiettivo del 2% non è ancora raggiunto.
- Il PIL dell’Eurozona potrebbe subire una revisione al ribasso a causa delle nuove tariffe statunitensi.
- La ripresa economica, inizialmente prevista per il 2025, è ora meno certa.
Gli ultimi dati mostrano che la domanda estera, principale traino della crescita negli ultimi due anni, potrebbe ridursi a causa delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. La BCE sottolinea che il rallentamento della crescita non era stato pienamente considerato nelle previsioni di dicembre, e questo comporta rischi aggiuntivi per il 2025 e il 2026.
Goldman Sachs: l’impatto delle tariffe USA sul PIL europeo
Anche Goldman Sachs rivede al ribasso le sue stime di crescita per l’Eurozona. Gli economisti della banca d’affari statunitense evidenziano che, sebbene alcuni indicatori macroeconomici abbiano mostrato un lieve miglioramento, la politica commerciale di Trump potrebbe incidere negativamente sul PIL europeo.
Secondo il report di Goldman Sachs:
- I dazi su acciaio, beni essenziali e automobili UE potrebbero ridurre il PIL dell’Eurozona dello 0,5% nel 2024.
- Se venissero imposte tariffe su tutti i prodotti provenienti dall’UE, il rischio di un ulteriore rallentamento aumenterebbe significativamente.
- La crescita dell’Eurozona è stimata allo 0,7% per il 2024, con un’accelerazione all’1,1% nel 2026 e all’1,3% nel 2027.
Un possibile spiraglio: il ruolo della pace in Ucraina
Secondo Goldman Sachs, uno scenario di cessate il fuoco in Ucraina potrebbe avere effetti positivi sulla crescita del PIL europeo. Un accordo limitato potrebbe portare un incremento dello 0,2%, mentre una pace più strutturata potrebbe favorire una crescita dello 0,5%, grazie a:
- Riduzione dei prezzi del gas e dell’inflazione.
- Miglioramento della fiducia economica.
- Maggiori investimenti per la ricostruzione dell’Ucraina.
In sintesi, le previsioni per l’Eurozona rimangono deboli, con un contesto economico incerto aggravato dalle tensioni geopolitiche e dalle politiche protezionistiche statunitensi. L’evoluzione della situazione internazionale sarà determinante per il futuro dell’economia europea.
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