Pubblicato il 4 settembre 2026 su Punti di vista sul mercato

Tassi “higher for longer”: le tre contromosse di BlackRock per il portafoglio

Il comparto dei Treasury americani sta inviando un segnale sempre più nitido al mercato: la prospettiva di un ritorno a tassi d’interesse strutturalmente bassi si sta allontanando. La recente impennata dei rendimenti, accompagnata da un progressivo irripidimento della curva, sta ridisegnando le coordinate finanziarie per famiglie e investitori istituzionali.

A lanciare l’allarme (costruttivo) è Gargi Pal Chaudhuri, responsabile della strategia d’investimento e di portafoglio per le Americhe di BlackRock, secondo la quale è giunto il momento di interiorizzare un contesto di tassi destinati a restare “più elevati a lungo”. Questa visione è al centro dell’ultimo rapporto Fall Investment Directions, dove il gigante della gestione del risparmio evidenzia la convergenza di tre forze: inflazione ancora ostinata, un’impennata dell’emissione di debito pubblico e una competizione sempre più agguerrita per l’accesso al capitale.

Le pressioni, tuttavia, non arrivano esclusivamente dalla Federal Reserve. Sul versante pubblico pesa l’aumento del fabbisogno finanziario del governo statunitense; su quello privato, invece, è la corsa colossale agli investimenti nell’intelligenza artificiale a spingere verso l’alto la domanda di risorse finanziarie. A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono lo scenario geopolitico teso e la risalita dei prezzi energetici, due variabili che rischiano di rendere più accidentato il percorso verso la piena disinflazione. Come orientarsi, allora, in questa nuova fase? BlackRock suggerisce tre mosse principali.

Accorciare le scadenze obbligazionarie

La prima raccomandazione tocca il cuore del comparto fixed income. In uno scenario in cui i rendimenti sul lungo termine potrebbero continuare a salire, la strategia indicata è ridurre la duration, concentrando le esposizioni sui titoli a breve e media scadenza. Questo approccio regala un duplice beneficio: da un lato, attenua la vulnerabilità del portafoglio a eventuali ulteriori balzi dei rendimenti sul tratto lungo della curva; dall’altro, consente di raccogliere comunque livelli di reddito ancora relativamente appetibili. È una scelta di prudenza attiva, che tiene conto della relazione inversa tra prezzi e rendimenti obbligazionari.

Puntare sui dividendi per presidiare il reddito

La seconda direttrice si sposta sull’azionario, dove Chaudhuri suggerisce di guardare con rinnovato interesse alle società che distribuiscono dividendi elevati e stabili nel tempo. In un mercato segnato da tassi più alti e da una maggiore volatilità congiunturale, la cedola azionaria può trasformarsi in una componente fondamentale del rendimento totale, fungendo da ammortizzatore nei periodi di debolezza dei prezzi. Inoltre, le aziende con una solida tradizione di pagamento dei dividendi possiedono spesso modelli di business resilienti e un potere contrattuale tale da trasferire parte degli aumenti dei costi a valle, offrendo così una certa protezione contro l’erosione inflazionistica.

La “quality” torna al centro della scena

La terza indicazione abbandona la semplice corsa alla crescita per abbracciare il tema della qualità. Diventano decisive la solidità patrimoniale, la capacità di generare cassa e la continuità degli utili. Tra i parametri da monitorare con attenzione spiccano la stabilità degli earnings, il free cash flow ricorrente e la presenza di vantaggi competitivi durevoli. Questo focus sulla liquidità assume un rilievo particolare oggi: la gigantesca ondata di investimenti in intelligenza artificiale sta assorbendo enormi risorse; le aziende che destinano quote rilevanti della propria cassa a queste infrastrutture potrebbero trovarsi in difficoltà se i ritorni attesi tardassero a manifestarsi.

Valutazioni azionarie sotto il segno degli utili reali

Infine, il mutato regime dei tassi rivoluziona le metriche di valutazione. Con rendimenti obbligazionari in rialzo, diventa insostenibile reggere valutazioni azionarie molto spinte basate esclusivamente su aspettative di crescita futura. Il banco di prova si sposta sugli utili concreti: la capacità di produrre profitti e flussi di cassa diventa il vero pilastro delle quotazioni, molto più dell’espansione dei multipli. Secondo la lettura di BlackRock, questa dinamica premia le aziende con bilanci solidi e una redditività prevedibile, mentre espone a maggiori rischi quei titoli le cui valutazioni sono state costruite su condizioni finanziarie straordinariamente favorevoli che potrebbero non ripetersi.


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Nota sulla redazione: Questo articolo è stato elaborato con il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale per finalità di assistenza redazionale ed è stato verificato e approvato dalla redazione prima della pubblicazione.

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