Pubblicato il 6 agosto 2026 su Punti di vista sul mercato

Risparmio italiano al lavoro: i PIR sono un modello, i SIA la frontiera per l’Europa

L’Europa possiede una ricchezza enorme, ma in larga parte inutilizzata. Oltre 12.500 miliardi di euro delle famiglie europee giacciono ancora fermi su conti correnti e depositi, senza contribuire alla crescita, all’innovazione e alla competitività del continente. Trasformare questo capitale in investimenti produttivi è la sfida che il settore del risparmio gestito è chiamato a raccogliere. A indicare la via è Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni , che in un intervento su L’Economia del Corriere della Sera ha tracciato le linee guida per raggiungere questo obiettivo.

La Savings and Investment Union come risposta strategica

La Savings and Investment Union , promossa dalla Commissione Europea, rappresenta la cornice all’interno della quale si inseriscono le iniziative per mobilitare il risparmio privato. Attraverso il rafforzamento del mercato dei capitali e il finanziamento delle transizioni necessarie all’Europa, l’Unione intende creare le condizioni per un utilizzo più efficiente delle risorse dei cittadini. Al centro del dibattito si collocano due pilastri: il consolidamento della previdenza complementare e la creazione dei Savings and Investment Account (SIA) , strumenti di investimento incentivati fiscalmente pensati per avvicinare i risparmiatori ai mercati finanziari.

A settembre 2025, la Commissione Europea ha invitato gli Stati membri a sviluppare questi strumenti attraverso una specifica raccomandazione, lasciando ampia libertà nella loro definizione concreta.

L’esperienza italiana dei PIR: un modello da valorizzare

Secondo Gota, l’Italia non parte da zero. I Piani Individuali di Risparmio (PIR) rappresentano già un esempio concreto di come incentivare gli investimenti a lungo termine e indirizzare le risorse verso il tessuto produttivo del Paese. I numeri parlano chiaro: dal 2017 a oggi, i PIR hanno coinvolto 820.000 risparmiatori e accumulato masse per 27 miliardi di euro.

“I PIR sono uno strumento da preservare sia per i risparmiatori sia per il nostro mercato”, sottolinea la presidente di Assogestioni, evidenziando il ruolo che questi veicoli possono continuare a giocare nel creare un ponte tra il risparmio privato e il finanziamento dell’economia italiana.

I SIA: una nuova frontiera per l’investimento europeo

Le raccomandazioni dell’Unione Europea aprono oggi la strada a un ulteriore passo avanti. Assogestioni propone di accelerare sulla creazione dei Savings and Investment Account (SIA) , un nuovo contenitore fiscale che possa utilizzare l’infrastruttura già consolidata dei PIR, ma con caratteristiche specifiche pensate per favorire gli investimenti azionari europei.

La proposta prevede che i SIA vengano destinati per la maggior parte a strumenti azionari , con una quota consistente (almeno il 70%) del portafoglio riservata a emittenti dell’Unione Europea. L’incentivo fiscale entrerebbe in gioco a fronte di un orizzonte temporale minimo di cinque anni , con una detassazione che renderebbe il contenitore particolarmente attrattivo per i risparmiatori.

Gli obiettivi della proposta Assogestioni

L’obiettivo del progetto, come delineato da Gota, è triplice. In primo luogo, sostenere la crescita del risparmio , offrendo ai cittadini un canale efficiente per far fruttare le proprie risorse. In secondo luogo, convogliare risorse verso l’economia reale , finanziando le imprese europee e i progetti di trasformazione. Infine, favorire una corretta educazione finanziaria , abituando i risparmiatori a una gestione più consapevole e orientata al lungo periodo dei propri capitali.

Il dibattito nazionale sulle modalità concrete di implementazione dei SIA è ancora aperto, e diverse ipotesi sono state avanzate. La proposta di Assogestioni si caratterizza per la flessibilità e per l’attenzione a creare un ponte tra l’esperienza consolidata dei PIR e le nuove esigenze di un mercato dei capitali europeo sempre più integrato.


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