Pubblicato il 14 maggio 2026 su Punti di vista sul mercato

Portafogli resilienti in tempi di crisi: come prepararsi all’imprevisto geopolitico

Le ultime settimane sono state segnate da una forte incertezza, causata dal conflitto in Iran e dal suo impatto significativo sull’approvvigionamento energetico. Allo stesso tempo, ci troviamo ad affrontare una rivoluzione senza precedenti nel campo dell’intelligenza artificiale, con conseguenze ancora incerte per i mercati del lavoro e i modelli di business. Come possiamo allora elaborare una strategia di investimento che tenga conto di tutto questo? Quando eventi e tendenze sono difficili da valutare, la scelta migliore è fare un passo indietro e riflettere su quali aspetti del mercato ci offrono maggiore certezza. È da lì che si possono costruire portafogli più resilienti.

Di cosa siamo certi

Negli ultimi anni siamo passati da un mondo globalizzato, soggetto a shock deflazionistici, a un mondo deglobalizzato, più incerto dal punto di vista geopolitico e soggetto a shock inflazionistici. In questo nuovo contesto, le materie prime e gli asset reali offrono vantaggi significativi in termini di diversificazione, mentre le obbligazioni tradizionali sono meno efficaci come ammortizzatori. Prima ancora del conflitto in Iran, eravamo preoccupati che il rischio di inflazione fosse sottovalutato a causa del livello di stimolo fiscale in Occidente. La guerra amplifica questo rischio, ma la conseguenza per la view sui titoli di Stato è la stessa: mantenere un orientamento prudente.

Sul fronte del credito, gli spread negli Stati Uniti si basano su prezzi che riflettono una situazione ideale, non la volatilità reale. Gli investitori alla ricerca di rendimenti continuano ad assorbire un volume elevato di emissioni, mantenendo un equilibrio delicato, mentre i colossi della tecnologia finanziano lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nel frattempo, l’espansione del credito privato, che dalla crisi finanziaria del 2008 ha assunto progressivamente il ruolo delle banche, contribuisce ad aumentare l’opacità del sistema, rendendo più difficile valutare i rischi reali.

Un punto fermo resta il mercato del lavoro, che continua a essere il motore chiave della politica monetaria, in particolare negli Stati Uniti. Sebbene i picchi dei prezzi dell’energia possano causare pressioni inflazionistiche, la Federal Reserve tenderà probabilmente a un orientamento accomodante se il mercato del lavoro si indebolirà, soprattutto data l’incertezza sull’impatto dirompente dell’IA. Per questo è necessario continuare a monitorare la crescita dei salari e le richieste di sussidi di disoccupazione, senza dare per scontato che questo shock dei prezzi dell’energia sarà automaticamente seguito da uno shock dei tassi.

Prepararsi all’imprevisto

Invece di chiedersi “cosa succederà dopo?”, gli investitori farebbero meglio a chiedersi: “come si comporterebbe il mio portafoglio se accadesse qualcosa di inaspettato?”. In ogni momento, i prezzi di mercato rappresentano una gamma di scenari ponderata in base alla probabilità. Riflettere sulla forma di questa distribuzione – capire quali eventi estremi sono possibili, anche se poco probabili – aiuta a valutare la probabile correlazione tra le diverse asset class e a costruire portafogli più diversificati e resilienti.

Sebbene la volatilità dei mercati azionari sia destinata ad aumentare a causa di valutazioni più costose, dinamiche di fine ciclo e incertezza geopolitica, esiste anche un controfattuale positivo: una crescita nominale strutturalmente più elevata, trainata dalla spesa pubblica e dall’innovazione tecnologica, offre opportunità. L’azionario rimane una asset class eccellente per proteggersi dall’inflazione nel lungo periodo, a patto di selezionare con cura i settori e le aziende.

Il ruolo dei processi

Il nostro compito, come investitori, è gestire il rischio e l’incertezza, non eliminarli. Quando ci si confronta ogni giorno con rischi diversi – geopolitici, energetici, tecnologici – i processi di investimento diventano fondamentali. Stabiliscono responsabilità e un linguaggio comune, definendo un approccio che elimina l’ambiguità nella gestione del coordinamento di fronte a mercati volatili ed emotivi. Avere un metodo chiaro, basato su scenari e non su previsioni puntuali, è la migliore difesa contro l’imprevisto.

In sintesi, per costruire portafogli resilienti in periodi di rischio geopolitico occorre: privilegiare materie prime e asset reali, essere prudenti sui titoli di stato, monitorare il mercato del lavoro (più che i picchi energetici) e, soprattutto, prepararsi a scenari inaspettati. Non si tratta di prevedere il futuro, ma di rendere i propri investimenti robusti a qualsiasi futuro.



Fonte: Scarica il Report


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