Pubblicato il 19 giugno 2026 su Punti di vista sul mercato

Petrolio ai minimi da tre mesi dopo l’accordo di pace Usa-Iran. Crolla anche il gas in Europa

I prezzi del petrolio sono scesi ai minimi da tre mesi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il vice ministro degli Esteri iraniano hanno annunciato di aver raggiunto un accordo preliminare per porre fine alla guerra e riprendere il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz. L’intesa, siglata in via digitale tra il 13 e il 14 giugno, verrà formalizzata con una cerimonia a Lucerna, in Svizzera, il 19 giugno.

Secondo quanto emerso dalle bozze del memorandum condivise dalla stampa internazionale, l’accordo si articola in 14 punti che includono la revoca del blocco navale statunitense contro l’Iran, la riapertura completa dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni, una tregua di 60 giorni per negoziare una pace definitiva sulla questione nucleare e un fondo per la ricostruzione dell’Iran. Trump ha commentato su Truth: “L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è completo. Lasciate che il petrolio fluisca!”.

Petrolio in forte calo

I futures sul Brent hanno perso il 4,9%, scendendo a 83 dollari al barile, mentre il Wti ha ceduto il 5,1% a 80,5 dollari. Entrambi i contratti sono tornati ai livelli più bassi dal 10 marzo. Nelle sedute successive, le quotazioni hanno continuato a scendere: giovedì 18 giugno il Brent è sceso fino a 77,4 dollari e il Wti a 74,4 dollari, con cali settimanali dell’11% per il Brent e superiori all’11% per il Wti.

Il gas crolla in Europa

Anche il prezzo del gas al TTF olandese, hub di riferimento europeo, è crollato: ha perso il 9,2% portandosi a 42,4 euro per megawattora. Nelle contrattazioni successive il TTF è sceso fino a 40,04 euro per megawattora, ai minimi da due mesi. Il mercato sta scontando la fine del blocco di Hormuz, che aveva tagliato fuori circa il 20% dell’offerta globale di GNL. Tuttavia, i prezzi restano ancora superiori di circa il 50% rispetto ai livelli pre-conflitto.

Le Borse europee in rialzo

Le Borse europee hanno accolto positivamente la notizia, con l’eccezione di Londra. Parigi ha guadagnato lo 0,40%, Francoforte l’1,05% e Milano lo 0,66%. La Borsa di Londra ha invece registrato un calo dello 0,39%, a causa della forte esposizione del Ftse 100 ai titoli energetici, che hanno perso in scia al calo del greggio.

Le incognite e i rischi

Nonostante l’entusiasmo iniziale, diversi analisti invitano alla cautela. Israele non è parte dell’accordo e ha dichiarato che agirà in modo indipendente per indebolire Hezbollah in Libano, un “persistente punto di infiammabilità” secondo Rystad Energy.

Il settore dello shipping mantiene un atteggiamento prudente: il CEO di Mitsui Osk Lines ha avvertito che molte compagnie potrebbero attendere settimane prima di avere garanzie concrete sulla sicurezza della navigazione. Anche se le prime petroliere hanno già ricominciato a transitare, ci vorranno tempo e verifiche sul campo per una normalizzazione piena.

Sul fronte economico, Christian Schulz, chief economist di Allianz Global Investors, sottolinea che i mercati stanno prezzando una riduzione del rischio geopolitico, non la sua eliminazione. Citi Bank ha rivisto le previsioni sul Brent a 75 dollari al barile nel terzo trimestre e a 70 nel quarto, mentre l’AIE prevede un surplus di 8 milioni di barili al giorno nel 2027.



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