Pubblicato il 5 febbraio 2026 su Punti di vista sul mercato

Oro e argento in picchiata: correzione tecnica o fine del rally? L’analisi

Il 30 gennaio 2026 entrerà nella storia dei mercati finanziari come il giorno del crollo epocale dei metalli preziosi. In una sola sessione, oro e argento hanno perso circa 7.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, con l’argento che ha registrato il peggior calo giornaliero di sempre (-35% intraday). Cosa ha scatenato questa tempesta perfetta in asset tradizionalmente considerati rifugi sicuri? La risposta degli analisti è unanime: non si è trattato di un cambiamento nei fondamentali economici (inflazione, dati macro), ma di uno shock tecnico legato al posizionamento eccessivo e alla leva finanziaria nel mercato.

La dinamica del crollo: una liquidazione a catena

Prima del crollo, i prezzi avevano raggiunto livelli estremi in un rally impressionante. In un anno, l’argento era salito del 278% e l’oro del 96%, creando una bolla speculativa. Il catalizzatore iniziale è stata la nomina di Kevin Warsh a presidente della Fed, percepita come riduzione del rischio politico. Tuttavia, il vero motore è stato di natura tecnica. “Si è trattato di un evento legato alla liquidità”, spiega Luigi de Bellis, Responsabile Ricerca di Equita. “Con l’aumento della volatilità, le vendite sono state amplificate da richieste di margine, stop loss e meccanismi automatici”. L’argento, mercato più piccolo e speculativo, ha subito l’impatto maggiore.

Un reset necessario, non una inversione di trend

Gli esperti concordano sul fatto che questa correzione violenta non segni la fine del ciclo rialzista strutturale per i metalli preziosi, soprattutto per l’oro. “La base di acquirenti dell’oro si sta ampliando e diversificando”, afferma Nitesh Shah di WisdomTree, citando banche centrali, fondi pensione e prodotti digitali. “Queste forze sostengono i prezzi su un orizzonte di lungo periodo”. La correzione, quindi, è vista da molti come un potenziale punto di ingresso per investitori strategici, avendo eliminato parte della speculazione a leva più rischiosa.

Oro vs Argento: due destini diversi?

Mentre per l’oro il supporto strutturale rimane solido (acquisti banche centrali, domanda rifugio), le prospettive per l’argento appaiono più incerte. “La domanda industriale per l’argento rimane debole”, sottolinea Kerstin Hottner di Vontobel, “e il prezzo si era distaccato dai fondamentali, trainato principalmente dalla speculazione”. Questo rende l’argento potenzialmente più vulnerabile a ulteriori oscillazioni.

Cosa significa per gli investitori?

  • Alta volatilità nel breve: Il mercato potrebbe rimanere nervoso mentre viene smaltita la leva residua.
  • Oro: opportunità di lungo termine: I driver fondamentali (geopolitica, diversificazione, sfiducia nelle valute) restano validi.
  • Selettività: È cruciale distinguere tra i due metalli. L’oro mantiene caratteristiche di bene rifugio più pure, mentre l’argento è un ibrido tra asset finanziario e materia prima industriale, quindi più volatile.
  • Approccio strategico, non tattico: Come suggerisce Luca Simoncelli di Invesco, l’allocazione in metalli preziosi dovrebbe essere parte di una strategia di portafoglio bilanciata e di lungo periodo, non una scommessa speculativa a breve.

In conclusione, il crollo storico è stato un violento reset tecnico in un mercato ipercomprato, non un cambiamento nella narrativa di fondo per l’oro. Per gli investitori, rappresenta un monito sui rischi della speculazione eccessiva e, al contempo, un invito a valutare con attenzione il ruolo dei metalli preziosi in un portafoglio diversificato.

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