OCSE: con la guerra in Iran, PIL mondiale sotto il 2%. Italia ferma allo 0,5% nel 2026
L’evoluzione della guerra in Medio Oriente è ancora incerta, ma le sue conseguenze economiche si faranno sentire a lungo, anche dopo un eventuale cessate il fuoco definitivo. È partendo da questo assunto che l’OCSE, nel suo Outlook trimestrale, prospetta ora due scenari per l’economia mondiale: uno “grave” e uno “ancora più grave”, a seconda della durata della crisi.
Se Stati Uniti e Iran trovassero un accordo in tempi brevi, la crescita globale nel 2026 si attesterebbe al 2,8% , poco sotto il 2,9% previsto a marzo, per poi risalire al 3,1% nel 2027. Se invece il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse prolungarsi, il PIL mondiale potrebbe fermarsi rispettivamente al 2,1% nel 2026 e all’1,8% nel 2027, con molti Paesi in recessione. In questo scenario peggiore, l’inflazione globale aumenterebbe di 0,4 punti percentuali quest’anno e di 1,3 punti il prossimo.
Il nodo dell’energia
L’organizzazione che rappresenta 38 Paesi industrializzati punta l’attenzione sull’aumento dei prezzi delle materie prime provocato dalla chiusura di Hormuz. Se la crisi si risolverà presto, l’approvvigionamento potrà gradualmente riprendere dalla fine del secondo trimestre. Il picco dei rincari dell’energia dovrebbe registrarsi a giugno, e il petrolio nel 2026 si attesterebbe a un valore medio annuo di 92 dollari al barile , per poi scendere a 80 dollari nel 2027. Il gas seguirebbe un percorso simile, mentre per i prodotti alimentari il picco è previsto nella prima metà del 2027.
Nello scenario peggiore, invece, i prezzi dell’energia resterebbero del 50% più elevati rispetto alla stima meno grave nel periodo compreso tra il terzo trimestre di quest’anno e lo stesso periodo del prossimo.
Eurozona: crescita lenta, inflazione in rialzo
Nello scenario di una rapida risoluzione del conflitto, le previsioni per l’Europa restano quelle del precedente Outlook: +0,8% per il 2026 e +1,2% per il 2027. Secondo l’OCSE, la resilienza del mercato del lavoro e l’aumento della spesa per la difesa saranno parzialmente bilanciati da politiche fiscali più restrittive e dalla fine del Next Generation EU.
Le stime sui prezzi sono state invece riviste al rialzo: l’inflazione nell’Eurozona dovrebbe salire al 2,8% quest’anno (da 2,6%) per poi tornare al 2,4% nel 2027 (da 2,1%). Si prevede però che l’inflazione “torni al livello target, con la crescita del costo unitario del lavoro che rallenterà ulteriormente nel 2027”.
Stati Uniti: il 2% grazie all’AI
Per gli Stati Uniti, l’OCSE conferma la previsione di una crescita del PIL del 2% nel 2026 , mentre viene rivista lievemente al rialzo quella per il 2027 all’1,8% (dall’1,7% di marzo). Sebbene lo shock energetico e la maggiore incertezza legata alla guerra siano destinati a frenare la crescita dei consumi delle famiglie, l’economia americana continuerà a essere sostenuta dagli ingenti investimenti legati all’intelligenza artificiale.
L’aumento del prezzo dell’energia provocherà “un forte ma temporaneo incremento dell’inflazione”. Per l’OCSE, il livello dei tassi di interesse rimarrà invariato, ma potrebbero rendersi necessari aumenti se le pressioni inflazionistiche si dimostrassero più persistenti del previsto.
Cina e India frenano
In frenata anche le due grandi economie asiatiche. Il PIL della Cina si fermerà al 4,5% nel 2026 , dal 5% del 2025, mentre quello dell’India calerà dal 7,6% al 6,3% .
Italia: +0,5%, meglio delle previsioni di marzo
Per l’Italia, l’organizzazione parigina si aspetta un’espansione dello 0,5% nel 2026 , un dato migliorato di un decimale rispetto al +0,4% stimato a marzo. La causa è “il nuovo shock sui prezzi energetici che pesa sul consumo delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni”. I rincari dell’energia causeranno anche un aumento dell’inflazione, “cancellando la recente progressione dei salari reali”. Il carovita dovrebbe attestarsi al 3% quest’anno , per poi scendere al 2,2% nel 2027. Nel 2027, la crescita italiana dovrebbe risalire lievemente allo 0,6% (invariato rispetto alle precedenti stime).
Germania e Francia peggiorano, Spagna migliora
Previsioni più nere per la Germania , che crescerà rispettivamente dello 0,7% nel 2026 e dell’1,1% nel 2027 (in calo rispetto a +0,8% e +1,5%). Anche la Francia rivede al ribasso le sue stime: PIL in aumento dello 0,7% e dello 0,8% (da +0,8% e +1%).
Migliora invece la Spagna , che metterà a segno un allungo del 2,2% nel 2026 (da +2,1%) e dell’1,7% nel 2027 (invariato). Un risultato che conferma la maggiore resilienza dell’economia iberica rispetto ai grandi partner europei.
Fonte: Link
I suggerimenti di Fundstore
Il capitale non investito è soggetto a svalutazione dovuto a inflazione e altri fattori. In attesa del momento giusto per investire, Fundstore ti mette a disposizione un Conto Corrente Web che remunera il tuo capitale a un tasso vantaggioso, senza vincoli e senza limiti. Inizia a risparmiare oggi, scopri di più cliccando Qui
Fundstore Team
Il nostro gruppo di lavoro. Pubblichiamo articoli inerenti il funzionamento e le novità di Fundstore e facciamo una selezione del materiale più interessante che riceviamo dalle società di gestione.
Investi con Fundstore
Grazie a Fundstore puoi investire in modo semplice, autonomo, veloce e a costo zero.
Informativa Privacy