Pubblicato il 30 aprile 2026 su Punti di vista sul mercato

Emirati Arabi Uniti lasciano l’Opec dopo 60 anni: ecco le vere ragioni economiche e politiche

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la loro uscita dall’Opec dopo quasi 60 anni, una decisione che ha sorpreso i mercati energetici e che si spiega su due livelli: motivazioni economiche e motivazioni politiche.

“Il mondo ha bisogno di più energia. Il mondo ha bisogno di più risorse e gli Emirati Arabi Uniti non volevano essere vincolati da alcun gruppo”, ha dichiarato il ministro dell’energia del Paese, Suhail Al Mazrouei. Ha aggiunto che l’uscita è avvenuta nel momento di minor disagio possibile per i mercati petroliferi, e che il Paese continuerà a essere un produttore responsabile. Quando la situazione in Medio Oriente lo permetterà, gli Emirati aumenteranno la produzione energetica per servire i propri interessi nazionali.

Il peso petrolifero degli EAU

Secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, prima dell’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, gli Emirati producevano circa 3,6 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa il 12% della produzione complessiva dell’Opec. Quest’ultima, prima del conflitto, forniva oltre un quarto del petrolio mondiale. Numeri che spiegano l’importanza della defezione emiratina per l’equilibrio del cartello.

Il fronte politico: tensioni con l’Arabia Saudita

Sul versante politico, l’annuncio arriva in un clima di crescenti tensioni tra gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, leader di fatto dell’Opec. Un tempo stretti alleati, i due Paesi del Golfo si sono allontanati negli ultimi anni. Gli Emirati hanno intrapreso una strada sempre più autonoma nella regione, stringendo legami più stretti con Israele e sostenendo un gruppo separatista armato nel sud dello Yemen, dove i sauditi appoggiano invece il governo legittimo.

La guerra con l’Iran ha acuito la frattura. Arabia Saudita ed Emirati stanno valutando strategie diverse su come rispondere a Teheran. Gli Emirati, che ospitano un’importante base militare statunitense, hanno subito migliaia di attacchi missilistici e con droni. I funzionari emiratini hanno espresso insoddisfazione per la risposta delle organizzazioni multilaterali regionali (Consiglio di Cooperazione del Golfo e Lega Araba), auspicando una posizione unitaria più dura nei confronti dell’Iran.

Anwar Gargash, alto funzionario emiratino, ha dichiarato: “Ogni Stato del Golfo ha avuto una propria politica di contenimento nei confronti dell’Iran, e tutte queste politiche sono fallite miseramente”.

Strategie energetiche divergenti

La politica petrolifera è da anni una fonte di tensione tra i due Paesi. Mentre l’Arabia Saudita punta a sostenere i mercati petroliferi per il prossimo secolo, gli Emirati non avvertono la stessa urgenza. Bachar El-Halabi, analista senior di Argus Media a Dubai, spiega: “Grazie alla maggiore diversificazione della loro economia, gli Emirati non necessitano di prezzi del petrolio elevati per bilanciare i bilanci, il che consente loro di dare priorità ai volumi rispetto al sostegno dei prezzi”. Una differenza strategica che alla lunga si è rivelata inconciliabile, portando alla rottura.

Cosa cambia per il mercato petrolifero?

L’uscita degli Emirati dall’Opec potrebbe, nel medio termine, tradursi in un aumento dell’offerta di greggio, con effetti potenzialmente calmieranti sui prezzi. Tuttavia, molto dipenderà dall’evoluzione del conflitto in Iran e dalla capacità del Paese di riprendere a pieno regime la propria produzione. Per ora, i mercati osservano con attenzione, consapevoli che il cartello petrolifero perde uno dei suoi membri più influenti e che l’asse di potere nel Golfo si sta ridisegnando.


Fonte: Link


I suggerimenti di Fundstore

Il capitale non investito è soggetto a svalutazione dovuto a inflazione e altri fattori. In attesa del momento giusto per investire, Fundstore ti mette a disposizione un Conto Corrente Web che remunera il tuo capitale a un tasso vantaggioso, senza vincoli e senza limiti. Inizia a risparmiare oggi, scopri di più cliccando Qui

Fundstore Team

Il nostro gruppo di lavoro. Pubblichiamo articoli inerenti il funzionamento e le novità di Fundstore e facciamo una selezione del materiale più interessante che riceviamo dalle società di gestione.

Investi con Fundstore

Grazie a Fundstore puoi investire in modo semplice, autonomo, veloce e a costo zero.