Pubblicato il 1 ottobre 2026 su Punti di vista sul mercato

Diversificazione prima della crescita: così cambiano le priorità in portafoglio

Crescere resta un obiettivo, ma non è più il primo. È questo, in sintesi, il cambio di paradigma che emerge dalla Schroders Global Investor Insights Survey 2026, l’indagine condotta su oltre mille investitori professionali in 24 Paesi diversi. Con l’85% degli intervistati che si aspetta una volatilità più alta nei prossimi dodici mesi, le priorità di allocazione si stanno riorganizzando di conseguenza.

A guidare la classifica degli obiettivi di portafoglio è oggi la diversificazione, indicata dall’84% del campione, seguita a brevissima distanza dalla protezione dai ribassi e dalla preservazione del capitale, al 83%. La crescita del capitale, pur restando rilevante, scivola al terzo posto con il 61% delle preferenze. Un riposizionamento che racconta bene il momento: in un contesto incerto, la capacità di un portafoglio di resistere agli shock conta quanto, se non più, della capacità di generare rendimento.

La gestione attiva torna protagonista

È proprio in questo scenario che la gestione attiva ritrova centralità: l’85% degli investitori professionali si dice fiducioso che possa fare la differenza nel raggiungimento dei propri obiettivi nei prossimi 12-18 mesi. Interpellati su dove vedono il maggiore potenziale per un incremento delle strategie attive, gli intervistati indicano in testa le azioni globali (37%), seguite da small e mid cap (32%) e real asset (28%).

Non si tratta semplicemente di cercare rendimento più alto: l’obiettivo sembra piuttosto essere quello di ampliare le fonti di diversificazione disponibili e rendere l’esposizione azionaria più coerente con gli obiettivi complessivi del portafoglio, qualunque essi siano.

A inquadrare il contesto più ampio in cui si muove questo cambiamento è Johanna Kyrklund, group chief investment officer di Schroders, secondo cui il mondo è passato da un’epoca di forte globalizzazione, esposta soprattutto a shock di tipo deflazionistico, a uno scenario geopoliticamente più frammentato, nel quale la riorganizzazione delle catene di fornitura può generare essa stessa pressioni sui prezzi. In un simile contesto, secondo Kyrklund, il vero valore aggiunto della gestione attiva sta nella capacità di selezionare con attenzione le posizioni, gestire il rischio in modo dinamico e adattarsi rapidamente a condizioni di mercato sempre più mutevoli e complesse.

Lo sguardo si allarga oltre gli Stati Uniti

Tra le modifiche di portafoglio che gli investitori intendono apportare, la ricerca di nuove opportunità di acquisto guida la classifica con il 49% delle preferenze, seguita dalla volontà di diversificare oltre il mercato statunitense, indicata dal 47%. Una scelta che riflette probabilmente la preoccupazione, sempre più condivisa, che la performance recente dei mercati sia stata trainata in modo eccessivo da un ristretto gruppo di mega-cap tecnologiche fortemente legate al tema dell’intelligenza artificiale.

Le azioni globali assumono così un ruolo che va oltre la semplice diversificazione geografica, diventando uno strumento vero e proprio per ampliare il perimetro di opportunità a disposizione del portafoglio. Il risultato è una gestione azionaria sempre più orientata agli obiettivi finali, dove resilienza, diversificazione e crescita convivono nella stessa equazione, con un peso crescente attribuito alla capacità di adattamento rispetto a condizioni di mercato in continua evoluzione.

Confini più sfumati tra le asset class

Un ultimo elemento che emerge dalla GIIS 2026 riguarda il progressivo superamento delle barriere tradizionali tra le diverse componenti di portafoglio. Sempre più spesso, a guidare le scelte di allocazione non è l’appartenenza a una determinata classe di attivo, o la distinzione tra mercati pubblici e privati, quanto piuttosto l’obiettivo di investimento che si vuole raggiungere.

Ne nasce un approccio più integrato, in cui le opportunità vengono valutate in base al contributo concreto che possono offrire, che si tratti di crescita del capitale, generazione di reddito o protezione dall’inflazione. Un cambio di prospettiva che sposta il baricentro della costruzione di portafoglio dalla scelta della singola asset class alla combinazione di strategie più adatte a centrare gli obiettivi del cliente.


Fonte: Link


I suggerimenti di Fundstore

Il capitale non investito è soggetto a svalutazione dovuto a inflazione e altri fattori. In attesa del momento giusto per investire, Fundstore ti mette a disposizione un Conto Corrente Web che remunera il tuo capitale a un tasso vantaggioso, senza vincoli e senza limiti. Inizia a risparmiare oggi, scopri di più cliccando Qui






Nota sulla redazione: Questo articolo è stato elaborato con il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale per finalità di assistenza redazionale ed è stato verificato e approvato dalla redazione prima della pubblicazione.

Fundstore Team

Il nostro gruppo di lavoro. Pubblichiamo articoli inerenti il funzionamento e le novità di Fundstore e facciamo una selezione del materiale più interessante che riceviamo dalle società di gestione.

Investi con Fundstore

Grazie a Fundstore puoi investire in modo semplice, autonomo, veloce e a costo zero.