Pubblicato il 7 maggio 2026 su Punti di vista sul mercato

Capital Group: “Mercati USA più ampi, resilienti e duraturi. Ecco perché guardare oltre le tensioni”

Il mondo dell’investimento attraversa uno dei momenti più complessi degli ultimi anni. Tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e un contesto politico imprevedibile sembrano mettere alla prova la tenuta dei portafogli di tutto il mondo. Eppure, secondo Anita Patel, Direttrice degli Investimenti azionari USA di Capital Group, i fondamentali del mercato americano restano solidi e le prospettive di lungo periodo continuano a essere favorevoli.

In un contesto simile, la tentazione di reagire ai movimenti di mercato è forte. Ma Patel mette in guardia da questa trappola: “I mercati hanno assorbito guerre, shock politici, crisi petrolifere, pandemie e mutamenti nell’ordine globale, e la resilienza si è generalmente riaffermata nel tempo”. La strategia vincente, secondo l’esperta, rimane quella di restare ancorati alla qualità delle aziende, alla solidità degli utili e alla diversificazione del portafoglio. Non sono le notizie del giorno a determinare i rendimenti nel lungo periodo, ma la capacità delle imprese di generare valore in modo duraturo.

Valutazioni: non solo tecnologia

Uno degli argomenti più dibattuti riguarda le valutazioni del mercato americano, percepite da molti come eccessive dopo anni di rendimenti concentrati in un ristretto numero di grandi aziende tecnologiche. Patel non nega il problema, ma invita a guardare oltre: “Molto di quel premio riflette la fiducia del mercato nella capacità di guadagno delle aziende americane, in particolare quelle legate all’innovazione e alla crescita strutturale di lungo periodo”.

L’intelligenza artificiale rimane al centro di questa dinamica, anche se il suo impatto difficilmente seguirà un percorso lineare. L’adozione avviene per fasi, man mano che i nuovi strumenti dimostrano la loro rilevanza nell’economia reale.

Un mercato sempre più ampio

Tra i cambiamenti più significativi in atto c’è l’allargamento della leadership di mercato. Per anni i rendimenti sono stati dominati da un gruppo ristretto di titoli, amplificati dai flussi degli investimenti indicizzati. Ora qualcosa sta cambiando: la crescita degli utili si estende sempre più a settori come i materiali, l’industria, la finanza e la sanità.

A sostenere questa tendenza c’è un contesto di profitti particolarmente robusto. Dal terzo trimestre del 2023, le grandi aziende americane hanno registrato una crescita degli utili per azione a doppia cifra su base annua, con il mercato che ha messo a segno il decimo trimestre consecutivo di espansione degli utili. “Quella coerenza aiuta a spiegare perché le valutazioni rimangono elevate: il premio riflette non solo le aspettative, ma una concreta capacità di generare utili”, sottolinea Patel.

Macro e dollaro: fondamentali intatti

Sul fronte macroeconomico, dopo le turbolenze iniziali legate ai dazi, l’economia americana sembra aver ritrovato un ritmo di crescita più stabile. Le sfide non mancano – dall’incertezza geopolitica a un mercato del lavoro in rallentamento – ma sono bilanciate dagli investimenti nell’IA, dagli incentivi fiscali e da un contesto normativo favorevole all’imprenditoria.

Anche il dollaro, pur sotto osservazione per le preoccupazioni legate alla sostenibilità fiscale, mantiene il suo ruolo centrale nel sistema finanziario globale. “Le fondamenta più profonde della leadership del dollaro rimangono intatte. Liquidità, profondità istituzionale e l’assenza di un’alternativa credibile continuano a sostenere il suo ruolo centrale”, afferma Patel.

I vantaggi strutturali dell’America

Il terzo pilastro è la durabilità. Gli Stati Uniti beneficiano di vantaggi strutturali profondi: mercati dei capitali sviluppati, una cultura radicata del rischio d’impresa, la capacità di trasformare le idee in prodotti commerciali e un sistema efficiente di riallocazione di capitali e talenti.

A ciò si aggiunge un vantaggio di produttività rispetto agli altri mercati sviluppati, sostenuto da un’economia straordinariamente adattiva e dinamica. “La leadership duratura del mercato è raramente costruita sul solo sentiment. È sostenuta da un ecosistema che continua a generare utili, innovazione e reinvenzione nel tempo”, conclude Patel.

Il quadro complessivo, dunque, è quello di un mercato americano supportato non solo da utili robusti e primato nell’innovazione, ma anche da una partecipazione sempre più ampia, da una resilienza economica comprovata e da vantaggi strutturali difficilmente replicabili altrove. I rischi di breve termine esistono e meritano attenzione, ma non cancellano le fondamenta più profonde su cui si regge la prossima fase dell’America.



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