Wealth manager 2025: l’AI e i private asset guidano la crescita
Secondo la Wealth Industry Survey 2025 di Natixis IM, i wealth manager globali prevedono una crescita degli asset gestiti del 13,7% per l’anno in corso, nonostante i timori legati alla geopolitica e all’inflazione. L’indagine ha coinvolto 520 professionisti del settore provenienti da 20 Paesi.
Ottimismo moderato nonostante le tensioni globali
Il 73% dei wealth manager mantiene un outlook positivo per il 2025, pur monitorando con attenzione la situazione macroeconomica. Le principali preoccupazioni emergenti sono i conflitti geopolitici (38%), l’inflazione persistente (37%), e la possibilità di una guerra commerciale legata alle politiche dell’amministrazione Trump (66%). Molti professionisti (68%) prevedono uno scenario di “soft landing” per l’economia, con particolare fiducia in Asia (68%) e negli Stati Uniti (58%), meno in Europa (46%) e Regno Unito (37%).
Clienti più aperti al rischio grazie alle nuove opportunità
Nonostante i timori macroeconomici, il 57% dei wealth manager indica che i clienti sono ora più propensi ad assumere rischi, modificando la posizione della liquidità nei loro portafogli. Questo sentiment è alimentato dalle aspettative di nuovi strumenti finanziari innovativi (64%) e di stimoli fiscali significativi derivanti dalla politica di riduzione delle tasse proposta negli USA (oltre il 60%).
Intelligenza artificiale: elemento chiave per la crescita
L’intelligenza artificiale (AI) rappresenta un pilastro fondamentale delle strategie di sviluppo per il 79% dei wealth manager intervistati. In particolare:
- Il 69% vede l’AI come strumento per identificare nuove opportunità di investimento.
- Il 62% ritiene cruciale il suo utilizzo nella gestione dei rischi.
- Oltre il 50% delle società ha già implementato tecnologie AI nei propri processi, con punte più alte in Germania (72%), Francia (69%) e Svizzera (64%).
- Tuttavia, il 52% vede la crescente diffusione del robo-advisory come una minaccia competitiva.
Cresce l’interesse per i private asset
Nel 2025, i gestori puntano sempre più sui private asset per diversificare i portafogli dei clienti:
- Il 48% ritiene fondamentale soddisfare la crescente domanda per i mercati privati.
- Il 66% vede positivamente lo sviluppo di prodotti più accessibili ai privati, che consentono una migliore diversificazione.
- Il 92% prevede di aumentare o mantenere stabile la propria offerta di private credit, mentre il 91% farà lo stesso con il private equity.
Sfide nell’educazione finanziaria e liquidità
La mancanza di comprensione della liquidità da parte dei clienti (42%) rimane un ostacolo significativo per l’espansione degli investimenti privati. Tuttavia, il 75% dei wealth manager riconosce che la natura illiquida di questi asset rappresenta una strategia efficace per il risparmio previdenziale a lungo termine.
Marco Barindelli, responsabile per l’Italia di Natixis IM, sottolinea come l’attuale contesto favorisca una maggiore apertura ai private asset anche da parte di segmenti di clientela finora meno coinvolti, pur evidenziando la necessità di accelerare la loro diffusione, specialmente in Italia.
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