Risparmi in banca: nuovo piano UE per investire sui mercati
Circa il 70% dei risparmi delle famiglie europee, equivalenti a circa 10.000 miliardi di euro, sono attualmente depositati nei conti bancari. Sebbene siano sicuri e accessibili, questi depositi offrono rendimenti molto inferiori rispetto agli investimenti nei mercati finanziari.
L’Unione europea punta sui mercati dei capitali
Per rispondere a questa situazione, la Commissione europea ha adottato una strategia per incentivare la partecipazione dei cittadini europei ai mercati dei capitali, offrendo opportunità di investimento più ampie e aumentando l’alfabetizzazione finanziaria. L’obiettivo è accrescere la ricchezza delle famiglie e stimolare l’economia europea attraverso una maggiore integrazione dei mercati finanziari.
Secondo la Commissione europea, una maggiore partecipazione dei cittadini nei mercati può supportare la crescita delle imprese, generare nuovi posti di lavoro e favorire una crescita salariale generalizzata. Inoltre, la strategia mira a rafforzare l’integrazione bancaria europea, promuovendo l’unione bancaria.
Nel 2025, l’UE concentrerà gli sforzi sulle misure che avranno un maggiore impatto economico, con l’intento di favorire competitività, sicurezza e transizioni digitali e green.
La proposta italiana: PIR su scala europea
Un’idea per mobilitare questi risparmi è stata avanzata da uno studio realizzato da diversi istituti europei tra cui l’Arel Single Market Lab di Roma e il Jacques Delors Institut di Parigi. La proposta, ripresa anche dal Ministero dell’Economia italiano, è quella di creare dei Piani Individuali di Risparmio (PIR) su scala europea.
I PIR italiani, lanciati nel 2017, sono strumenti d’investimento che offrono vantaggi fiscali se almeno il 70% del capitale è investito in titoli di società italiane e se l’investimento viene mantenuto per almeno cinque anni. L’idea proposta prevede di estendere questo concetto all’intera UE, con PIR europei che includano azioni e obbligazioni di imprese del continente, con vantaggi fiscali per chi investe nel lungo periodo.
Secondo Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Economia italiano, l’adozione di PIR europei potrebbe frenare la fuga di capitali verso gli Stati Uniti, rafforzare i mercati finanziari europei e agevolare l’accesso delle imprese europee, quotate e non, ai finanziamenti necessari per la crescita.
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