Liquidità ferma? Ecco come investirla con i tassi che scendono
Si dice spesso che gli italiani siano un popolo di risparmiatori formidabili ma investitori poco efficienti. Nonostante un’enorme quantità di denaro messa da parte, gran parte rimane inattiva sui conti correnti, perdendo così valore ogni giorno a causa dell’inflazione.
A fine 2024, secondo la Federazione autonoma bancari italiani (FABI), la liquidità inutilizzata dagli italiani ammontava a circa 1.364 miliardi di euro. Una cifra cresciuta di 20 miliardi rispetto all’anno precedente, indicando una tendenza alla prudenza e al consolidamento del risparmio, probabilmente influenzata dalla riduzione dell’inflazione e dal recente calo dei tassi di interesse.
Il rischio nascosto della liquidità sul conto
Costantino Forgione, consulente finanziario e autore di “Investire senza trappole”, sottolinea come il denaro fermo sui conti correnti rappresenti un problema concreto non solo per il singolo risparmiatore, che vede lentamente eroso il suo potere d’acquisto dall’inflazione, ma anche per l’intera economia nazionale. I capitali fermi, infatti, non alimentano né crescita né investimenti, limitando di fatto lo sviluppo economico del Paese.
L’inflazione agisce silenziosamente come una vera e propria tassa nascosta, penalizzando soprattutto le famiglie con redditi medio-bassi. Proprio per questo, una delle priorità europee con la Retail Investment Strategy è quella di indirizzare queste immense risorse verso investimenti più produttivi.
Conti deposito: una scelta comune ma poco efficiente
Secondo la ricerca FABI, sempre più italiani scelgono conti deposito a scadenza prefissata, rassicurati dalla sicurezza offerta dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Questi strumenti appaiono comodi e semplici, ma sono lontani dall’essere una scelta ottimale.
Forgione sottolinea infatti che, nonostante la sicurezza apparente, i conti deposito scontano una tassazione piuttosto elevata (26%) e condizioni contrattuali talvolta vincolanti e poco trasparenti. In sostanza, si tratta di un’opzione “subottimale”, specie in un momento di tassi di interesse calanti.
Perché i tassi di interesse in calo devono spingere a nuove soluzioni
Con l’ultimo taglio della Banca Centrale Europea (BCE) a marzo, che ha portato il tasso di riferimento al 2,50%, ottenere rendimenti interessanti sui conti deposito e strumenti simili diventa sempre più complicato.
Secondo Forgione, questo scenario potrebbe essere l’occasione giusta per molti risparmiatori italiani di guardare finalmente oltre, verso strumenti di investimento più redditizi e comunque sicuri.
Tre soluzioni migliori per gestire la liquidità
1. ETF monetari con tassazione ridotta
Gli ETF monetari replicano l’andamento dei tassi interbancari a brevissimo termine (overnight). Questi prodotti offrono un rendimento giornaliero, risentendo direttamente delle politiche della BCE. Inoltre, godono di una tassazione agevolata al 12,5% se investono prevalentemente in titoli di Stato della zona euro. Alcuni esempi popolari sono l’Xtrackers EUR Overnight Rate Swap ETF (XEON) e l’Amundi EUR Overnight Return ETF (LEONIA).
2. Buoni Ordinari del Tesoro (BOT)
I BOT sono titoli di Stato italiani a brevissima scadenza (3, 6 e 12 mesi), caratterizzati da alta liquidità e possibilità di vendita immediata in Borsa, garantendo così un rapido accesso ai fondi investiti. Anche questi prodotti beneficiano della tassazione agevolata al 12,5%, e al momento un BOT a 12 mesi offre un rendimento intorno al 2,235%.
3. Gestione patrimoniale monetaria
Questa opzione, adatta soprattutto a investitori più sofisticati e disposti a rivolgersi a un consulente finanziario, consiste nella costruzione di un piccolo portafoglio di obbligazioni a brevissimo termine, che includa anche titoli ad alto rendimento (high-yield) e subordinati, facendo particolare attenzione ai costi di gestione e alla qualità del portafoglio.
In conclusione, con i tassi di interesse in calo, rimanere fermi sulla liquidità non è più una scelta razionale. Le alternative ci sono, sono sicure e possono aiutare gli italiani a proteggere e valorizzare il proprio risparmio.
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