Pubblicato il 7 febbraio 2025 su Punti di vista sul mercato

Desertificazione bancaria in Italia: chiusura degli sportelli sotto quota 20mila

Il processo di riduzione degli sportelli bancari in Italia continua senza sosta, complice anche la riorganizzazione del settore a livello nazionale. Secondo i dati dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl, basati sulle informazioni aggiornate al 31 dicembre 2024 fornite da Banca d’Italia e Istat, il numero complessivo delle filiali ha registrato un ulteriore calo, scendendo sotto la soglia dei 20mila. Una tendenza che ha lasciato il 42,8% dei comuni italiani senza alcuno sportello bancario, pari a 3.381 centri abitati, con un incremento di 101 rispetto all’anno precedente.

Metà dei comuni italiani senza sportelli bancari

Nel corso del 2024, il sistema bancario italiano ha chiuso complessivamente 508 sportelli, con una riduzione del 2,5% rispetto alla fine del 2023. Il fenomeno ha subito un’accelerazione significativa nell’ultimo trimestre dell’anno, periodo in cui ben 432 filiali hanno cessato l’attività. Ciò ha avuto un impatto diretto su circa 230mila italiani, che hanno perso l’accesso a una banca nel proprio comune.

L’analisi di First Cisl evidenzia differenze significative tra le varie regioni. Le aree più colpite sono state la Valle d’Aosta (-7,5%), l’Umbria (-4,3%) e la Sardegna (-3,9%). Al contrario, l’Emilia Romagna (-0,9%), la Calabria (-0,6%) e la Liguria hanno registrato un impatto più contenuto, con la Liguria che ha mantenuto invariato il numero di sportelli.

In termini assoluti, il numero di chiusure ha toccato quota 609, ma la statistica è influenzata dalle 101 nuove aperture realizzate, soprattutto nel settore del private banking da Banca Private Cesare Ponti, attraverso filiali all’interno del Gruppo Bper.

Aumento della desertificazione bancaria: i comuni più colpiti

L’anno 2024 ha visto 101 nuovi comuni rimanere senza una filiale bancaria, portando il totale a 3.381 centri privi di sportelli. Solo nell’ultimo trimestre, il più critico dall’inizio delle rilevazioni dell’Osservatorio della Fondazione Fiba, si sono registrati 82 nuovi comuni senza servizi bancari.

Non solo il numero di comuni desertificati è in crescita, ma aumenta anche la dimensione dei centri colpiti. Per la prima volta, un comune con oltre 20mila abitanti, Trentola Ducenta (Caserta), ha perso l’ultimo sportello bancario. Questa tendenza potrebbe presto coinvolgere centri ancora più grandi, come Mugnano di Napoli (quasi 35mila abitanti) e Rivalta di Torino, segnando uno spostamento della desertificazione bancaria anche verso il Nord Italia.

L’impatto sulla popolazione e sulle imprese

La progressiva chiusura delle filiali bancarie sta lasciando sempre più italiani senza accesso diretto ai servizi finanziari. Attualmente, si stima che circa 11 milioni di persone siano coinvolte in questa problematica, con un aumento di 500mila unità rispetto al 2023. Tra queste, oltre 4,6 milioni di individui (+6,5%) risiedono in comuni totalmente desertificati, mentre quasi 6,3 milioni (+4,5%) abitano in aree con un solo sportello a rischio chiusura.

Parallelamente, il fenomeno colpisce anche il settore imprenditoriale: il numero di imprese con sede in comuni privi di filiali ha raggiunto quota 282.688, segnando un incremento di 18.834 rispetto all’anno precedente.

Desertificazione bancaria: la situazione a livello provinciale

L’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba ha sviluppato un indicatore specifico, denominato Ipd (Indicatore di desertificazione provinciale), che misura il livello di desertificazione considerando il numero di comuni senza sportelli, la popolazione coinvolta, le imprese interessate e la superficie territoriale.

Le province meno colpite dal fenomeno a dicembre 2024 risultano essere Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Grosseto, Pisa, Ragusa, Ravenna e Reggio Emilia. Tuttavia, la tendenza generale suggerisce che la chiusura degli sportelli bancari continuerà, aggravando le difficoltà per cittadini e imprese.

Conclusioni: le prospettive future

Secondo il Segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, la forte accelerazione delle chiusure registrata nell’ultimo trimestre del 2024 è un chiaro segnale che le banche stanno perseguendo una strategia di riduzione dei costi attraverso la contrazione della rete fisica. Questo processo non solo penalizza i comuni più piccoli, ma inizia a coinvolgere anche centri urbani più grandi, aggravando le difficoltà di accesso ai servizi bancari, in particolare per le fasce più deboli della popolazione.

Se la tendenza dovesse proseguire, la progressiva concentrazione del settore potrebbe portare a ulteriori chiusure di sportelli e una riduzione dell’occupazione nel comparto bancario. Le ripercussioni sarebbero particolarmente gravi per le comunità locali, aumentando il divario tra le diverse aree del Paese e limitando le opportunità di accesso al credito e ai servizi finanziari per cittadini e imprese.

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