Pubblicato il 8 marzo 2024 su Punti di vista sul mercato

La BCE adotta un approccio cauto ma tendente al dovish: previsto un taglio dei tassi a giugno

La Banca Centrale Europea (BCE), mantenendo invariato il costo del denaro, ha aggiornato le sue previsioni sull’inflazione e sulla crescita economica. Nonostante le condizioni attuali, Christine Lagarde, presidente della BCE, ha indicato che per ridurre i tassi d’interesse non sarà necessario attendere un ritorno dell’inflazione al 2% né seguire le mosse della Federal Reserve. I salari restano un fattore critico sotto osservazione, mentre gli asset manager anticipano che un taglio del costo del denaro potrebbe non avvenire prima di giugno.

Con i tassi fermi al 4% e le stime di crescita e inflazione riviste al ribasso, l’Eurotower ha adottato una politica di attesa, sebbene abbia aperto alla possibilità di un allentamento monetario. Secondo Lagarde, i dati dei prossimi mesi saranno cruciali per delineare le future azioni della BCE, suggerendo che un cambiamento di politica potrebbe essere imminente.

Le previsioni per l’Area euro mostrano un’attesa discesa dell’inflazione al 2,3% nel 2024, con un ritorno al 2% nel 2025 e ulteriore calo all’1,9% nel 2026. Nonostante i progressi nella disinflazione, la BCE rimane cauta, richiedendo ulteriori dati per confermare la direzione delle sue politiche future. Il focus sui salari riflette le persistenti pressioni inflazionistiche interne, sottolineando l’importanza dei dati sui salari nei prossimi mesi.

Le previsioni sulla crescita economica sono state riviste al ribasso, con un PIL dell’Area euro previsto crescere di solo lo 0,6% quest’anno. Tuttavia, la BCE rimane moderatamente ottimista, prospettando una ripresa graduale sostenuta dai consumi e dagli investimenti.

Esperti del settore finanziario, come Gero Jung di Mirabaud Am e Felix Feather di abrdn, interpretano le mosse della BCE come un chiaro segnale verso un’imminente fase di taglio dei tassi, iniziando potenzialmente già a giugno. Questa prospettiva è supportata dalla revisione delle proiezioni economiche e dai commenti di Lagarde, che hanno rafforzato le aspettative di un allentamento monetario.

In conclusione, la BCE si muove con cautela ma mostra un’inclinazione verso una politica più accomodante. I dati sui salari e l’inflazione nei prossimi mesi saranno determinanti per le future decisioni di politica monetaria. Gli asset manager e gli economisti rimangono in attesa di ulteriori segnali da Francoforte, anticipando che i primi tagli dei tassi potrebbero essere annunciati già nella seconda metà dell’anno.

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