Pubblicato il 14 febbraio 2020 su Notizie da Fundstore

Come investono diverse generazioni di risparmiatori?

Come sono cambiate nel tempo le preferenze di investimento dei risparmiatori italiani online? Cerchiamo di dare un risposta a tale quesito.

Le scelte di investimento di ogni generazione sono condizionate dal framework storico, dai grandi eventi e dai fenomeni culturali del tempo. Ponendo a confronto le generazioni, dai cosiddetti baby boomers (nati tra il 1946-1964), ai millenials (nati tra 1980-1995), ovvero gli investitori del presente e del futuro, indubbiamente sorgono delle differenze sul tema della gestione del patrimonio personale.

E’ assodato che storicamente gli italiani siano un popolo di risparmiatori piuttosto che di investitori. In questa logica da risparmiatori, in generale, le preferenze di investimento convergono verso strumenti che pongano in sicurezza i propri risparmi: liquidità, prodotti bancari e postali a basso rendimento e strumenti di rendimento a lungo termine rappresentano ancora la grande maggioranza dell’allocazione dei risparmi degli italiani. In base ad i dati raccolti da Assogestioni, rilevano perché l’italiano medio sia restio nell’investire i propri risparmi: le paure di non avere sufficiente denaro per il futuro o di non avere un’adeguata conoscenza finanziaria sono alcuni dei principali motivi che trattengono maggiormente gli italiani dall’investire su prodotti più redditizi.

Tuttavia si registra un esponenziale crescita dell’interesse verso i fondi comuni, che in 10 anni sono cresciuti del 212% portando da 160 a oltre 500 miliardi gli investimenti in questa tipologia di strumenti finanziari in Italia (fonte).
In linea con tali numeri anche il nostro portale, Fundstore, ha registrato una impennata delle iscrizioni negli ultimi 5 anni e del numero di utenti che regolarmente utilizzano la piattaforma per investire in autonomia.

La distribuzione demografica indica che ad oggi il 7% circa degli italiani di età compresa tra i 26 e i 35 anni investe in fondi, valore che sale al 10% per la fascia 36-45 anni e poi al 15% per la fascia 46-55 anni, per attestarsi a circa il 22% a partire dai 65 anni. (fonte)

Troviamo riscontro di questo trend anche nei numeri della nostra piattaforma: sono meno del 10% gli utenti under 40, mentre la fascia 50-60 è la più presente sul portale, con quasi il 35% di utenti appartenenti; seguono la fascia 40-50 con il 23%, e la fascia 60-70 con il 22%.

Uno studio recente di Deloitte indica come le nuove generazioni di investitori sono diffidenti rispetto al mondo della finanza, anche perché, vivendo in un ventennio caratterizzato da crisi economico-finanziarie, hanno coltivato scetticismo e poca fiducia nei confronti delle opportunità del mercato, che si riflette oggi nella loro attenuata propensione ad affacciarsi al mondo degli investimenti al contrario delle generazioni antecedenti.

Tuttavia, la piccola fetta di popolazione Under 35 che decide di interfacciarsi con il settore del risparmio gestito, adotta una politica di investimento aggressiva, in controtendenza con i prodotti preferiti dal resto degli investitori, come avallato dai dati raccolti su Fundstore: il 75% del portafoglio medio per questa fascia di età, é composto da fondi azionari, mentre la media per le altre fasce di età si aggira poco al di sotto del 50%.

Dai dati si evince che i Millenials creano portafogli più dinamici ragionando su un orizzonte temporale per scopi e rendimenti di lungo periodo, immobilizzando i propri risparmi in prodotti finanziari più volatili che possono generare rendimenti più elevati. Più orientati ad una politica di investimento conservatrice del proprio capitale, sono le generazioni antecedenti: molto simili le composizioni del portafoglio medio per tutte le fasce over 35, che registrano una preferenza per i fondi obbligazionari (30% del portafoglio) e bilanciati (20% del portafoglio), mostrando una tendenza nel voler garantire il proprio capitale investendo in strumenti meno volatili che garantiscono rendimenti più bassi, ma stabili.
In proposito abbiamo registrato un deflusso di capitali, negli ultimi anni, dai fondi azionari verso i fondi obbligazionari e bilanciati, in virtù di una tendenza che propende per la solidità dell’investimento.

Una ulteriore constatazione che avalla i risultati delle statistiche, rivela come tra le nuove generazioni di potenziali investitori manchi l’educazione finanziaria, forte fattore deterrente all’investimento. Il nostro team cerca di tenere sempre aggiornati i nostri utenti (e non solo) anche attraverso la divulgazione di contenuti educativi ed informativi, più o meno tecnici, per aiutarli a ridurre le asimmetrie informative sul mondo finanziario, sugli investimenti, sul mercato.

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Fundstore Team

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