Pubblicato il 18 settembre 2026 su Notizie da Fundstore

Hai guadagnato con il rally tech? Il modo in cui gestisci il prossimo passo conta quanto il rally stesso

Chi ha investito negli ultimi anni in titoli tecnologici o legati all’intelligenza artificiale si trova spesso davanti a una domanda legittima: realizzare il profitto o restare esposto sperando che il trend prosegua? È una domanda che nasconde un dilemma ben più ampio, perché la risposta non è necessariamente ”dentro o fuori”ma un ragionamento articolato sull’approccio migliore per gestire la propria esposizione.

Come pensare a un rally in ottica di ciclo

Negli ultimi mesi una parte consistente dei rialzi di Borsa si è concentrata su un gruppo ristretto di titoli legati all’intelligenza artificiale, in particolare nel comparto dei semiconduttori. omprare ciò che sta salendo convinti che il trend continuerà è una tentazione comune, e finisce spesso per aumentare il peso relativo di pochi titoli “vincenti” nei portafogli degli investitori. I numeri aiutano a inquadrare il fenomeno: al 30 aprile 2026 l’esposizione dell’indice Russell 1000 Growth al settore dei semiconduttori risultava oltre 4 deviazioni standard sopra la propria media storica di 35 anni. In parallelo, i titoli di diverse società “tradizionali” di software” hanno mostrato performance borsistiche deludenti, nonostante fondamentali solidi, penalizzate principalmente da timori di mercato legati alla disruption che l’AI potrebbe portare sui loro modelli di business. Il messaggio è chiaro: il mercato in questo momento sta premiando le prospettive di crescita e i margini elevati del comparto semiconduttori più della solidità di business  riscontrabile nei principali player del segmento software.Il meccanismo legato all’espansione dei margini di un mercato in crescita, spiegano gli analisti di Loomis Sayles, tende a essere ciclico: quando la domanda supera l’offerta in un settore produttivo, come accaduto di recente nei semiconduttori, i margini operativi cominciano a crescere. Questo contesto è di solito seguito da un aumento della capacità produttiva a livello di industry, quando l’offerta si adegua alla domanda, il potere di determinazione dei prezzi si normalizza, riportando i margini verso le medie di lungo periodo. 

Un gestore che investe come farebbe un socio, non come un trader

A proporre un approccio diverso da quello suggerito dalle logiche legate al momentum di mercato è Aziz Hamzaogullari, Chief Investment Officer e Portfolio Manager del team Growth Equity Strategies di Loomis Sayles, affiliata di Natixis Investment Managers. 

Il principio guida, ripetuto come un mantra nei documenti che presentano la strategia del team Loomis Sayles, è che i portafogli non vanno costruiti comprando e vendendo titoli, ma investendo in aziende come farebbe un socio con un orizzonte di lungo periodo – quello che il team chiama un “approccio da private equity” applicato ai mercati quotati. È un’impostazione che si traduce in una cultura di squadra esplicita: struttura orizzontale, processo di ricerca condiviso, consapevolezza dei bias comportamentali e – punto su cui il team insiste particolarmente – ricerca attiva di elementi che possano smentire la propria tesi di investimento, prima ancora di quelli che la confermano.

Il processo di selezione titoli: qualità, crescita, valutazione

Su questa impostazione filosofica si innesta un processo di selezione strutturato in tre pilastri:

  • Qualità – aziende con vantaggi competitivi difendibili e modelli di business difficili da replicare
  • Crescita – guidata da driver strutturali di lungo periodo, sostenibile e redditizia
  • Valutazione – acquisto con un margine di sicurezza rispetto al valore intrinseco stimato

La selezione dei titoli segue un framework di ricerca in sette punti:vantaggio competitivo sostenibile, analisi competitiva, analisi finanziaria, analisi del management, driver di crescita, intervallo di valore intrinseco, analisi delle aspettative. Ogni titolo viene modellato su quattro scenari di valutazione – migliore, base, avverso, peggiore – e il peso di ciascuna posizione in portafoglio riflette il livello di convinzione rispetto al sottostante: gli acquisti si concentrano quando il prezzo si avvicina allo scenario peggiore previsto dalla tesi di investimento, mentre le vendite avvengono quando il prezzo converge verso lo scenario base,o quando l’obiettivo viene raggiunto.

Il fondo: Loomis Sayles U.S. Growth Equity Fund

Il fondo Loomis Sayles U.S. Growth Equity Fund applica questa logica attraverso la proposta di un portafoglio relativamente concentrato (<50 emittenti)  e un turnover annualizzato contenuto , in linea con un orizzonte di investimento di lungo termine. Al 31 luglio 2026, il peso del settore tecnologico all’interno del portafoglio risultava inferiore a quello del benchmark S&P 500 (25,8% vs 36,8%), a favore di una maggiore esposizione ai servizi di comunicazione (23,3% contro 9,7%) e ai beni di consumo discrezionali (15,1% contro 9,4%). 

La filosofia del fondo è fortemente votata alla gestione attiva, con l’indicatore “active share” del fondo (scarto rispetto al benchmark di riferimento) che ha superato quota 70% nel terzo trimestre del 2026. Per Hamzaogullari e il suo team non è la prima volta che il portafoglio si discosta in modo significativo dal benchmark: un pattern simile, ricordano nel loro ultimo white paper, si era già presentato nel 2020, quando il mercato si concentrò su un gruppo ristretto di titoli “vincitori del lavoro da remoto”. In quell’occasione il team scrisse che periodi di leadership di mercato ristretta e concentrata tendono storicamente a precedere punti di svolta e correzioni sostanziali nei titoli protagonisti – una lettura, precisano, basata su analisi bottom-up dei singoli titoli e non su previsioni macroeconomiche.

A chi si rivolge

Il fondo può interessare chi ha già beneficiato del rialzo dei mercati azionari USA e desidera valutare una componente di portafoglio con un approccio fondato sull’analisi fondamentale e su un numero limitato di titoli di qualità identificati attraverso una disciplina di valutazione trasparente. Scheda prodotto (KID) e prospetto sono disponibili per un approfondimento su obiettivi, rischi, costi e performance storiche del fondo.

Fundstore Team

Il nostro gruppo di lavoro. Pubblichiamo articoli inerenti il funzionamento e le novità di Fundstore e facciamo una selezione del materiale più interessante che riceviamo dalle società di gestione.

Investi con Fundstore

Grazie a Fundstore puoi investire in modo semplice, autonomo, veloce e a costo zero.