Blackrock: “Siamo solo all’inizio della rivoluzione IA. Ecco le prossime tre fasi e dove investire”
L’intelligenza artificiale cambierà il mondo nel prossimo decennio con una trasformazione paragonabile a quella avvenuta con l’introduzione dei personal computer e di internet. Ma c’è una differenza cruciale: questa volta il cambiamento avverrà a un ritmo molto più veloce, quasi esponenziale. Entro cinque anni, il mondo sarà irriconoscibile rispetto a oggi. Molti lavori attuali saranno automatizzati, le auto a guida autonoma diventeranno comuni e i robot umanoidi inizieranno a popolare le nostre città.
A dipingere questo scenario è Tony Kim, head of the Global Technology team per la divisione Fundamental Equities del BlackRock Portfolio Management Group, che in un’intervista ha tracciato la roadmap dell’IA e le opportunità per gli investitori. Ne emerge un quadro affascinante, fatto di fasi distinte, sfide tecnologiche e settori destinati a essere rivoluzionati.
Le tre fasi della rivoluzione IA
Secondo Kim, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale può essere suddivisa in tre grandi fasi, ciascuna con caratteristiche e tempistiche diverse.
La prima fase, quella in cui ci troviamo oggi, è dedicata alla costruzione dell’infrastruttura di base. Può sembrare sorprendente, ma nonostante gli ingenti investimenti degli ultimi anni, il mondo soffre ancora di un deficit significativo di capacità di calcolo. I chip necessari per far funzionare i sistemi di IA devono essere ulteriormente potenziati, e questa dinamica continuerà almeno fino alla fine del decennio. Senza hardware adeguato, non c’è rivoluzione che tenga.
La seconda fase riguarda l’evoluzione dei modelli di IA. Oggi l’obiettivo dichiarato di molti player è l’AGI (Artificial General Intelligence) , un’intelligenza artificiale generale capace di superare l’umanità nel suo insieme. Attualmente, le IA sono estremamente capaci in domini ristretti, ma il traguardo è un sistema versatile, superiore a tutta la conoscenza umana. I chip servono non solo per addestrare questi modelli, ma anche per farli funzionare in modo efficiente.
La terza fase è quella della diffusione e adozione di massa. Oggi esiste ancora un divario significativo tra ciò che la tecnologia rende possibile e ciò che aziende e persone effettivamente utilizzano. Molti si limitano a chattare con ChatGPT, ma questi modelli potrebbero svolgere compiti molto più complessi. Portare queste capacità all’interno delle organizzazioni è un processo complesso che richiederà anni.
La prossima frontiera: IA fisica e spazio
Uno dei temi più affascinanti toccati da Kim è la spinta verso l’IA fisica. Non ci si fermerà a cervelli digitali, chatbot o applicazioni: l’obiettivo è incorporare l’intelligenza artificiale nel mondo reale, all’interno di robot, auto, aerei, droni e satelliti.
Verso la fine del decennio inizieremo a vedere la robotica entrare nella vita quotidiana: robot in casa, in fabbrica, nelle imprese. Ma le sorprese non finiscono qui. Secondo Kim, ci sarà una forte spinta anche verso lo spazio, con data center orbitanti per risolvere i problemi legati all’elevato consumo energetico dell’IA. E entro la fine del decennio potremmo assistere all’arrivo dei primi computer quantistici funzionanti.
Dove investire oggi secondo Blackrock
Per quanto riguarda le opportunità di investimento, Kim è molto chiaro: la maggior parte si concentra ancora nella prima fase, quella infrastrutturale.
“Il grosso delle opportunità oggi è nei chip, nei data center e nel cloud”, afferma. “Servono ulteriori miglioramenti tecnologici e la domanda è ancora lontana dall’essere soddisfatta”. Non secondaria è la parte legata ai modelli di IA, con aziende come OpenAI, Anthropic e Google che continuano a investire massicciamente per migliorare le proprie piattaforme.
Ma il vero bacino di crescita futuro è rappresentato da “tutto il resto”: servizi, applicazioni, software, soluzioni industriali e settori verticali che utilizzeranno l’IA. Finanza, assicurazioni, sanità, servizi software sono solo alcuni degli ambiti destinati a essere trasformati radicalmente.
La sfida della selezione micro
La domanda che molti investitori si pongono è: chi sopravviverà in questo scenario? Oggi è presto per tracciare una linea netta tra vincitori e vinti, ma quando il quadro diventerà più chiaro, emergeranno nuove opportunità.
Secondo Kim, bisogna ragionare in termini “micro”, settore per settore, azienda per azienda. Sarà necessario entrare nel dettaglio di ogni realtà per capire chi beneficerà maggiormente della rivoluzione in corso. Non ci saranno soluzioni facili o indicazioni valide per tutti: la selezione sarà la chiave del successo.
Per gli investitori, il messaggio è chiaro: la rivoluzione dell’IA è appena iniziata, le opportunità sono enormi, ma richiederanno pazienza, competenza e capacità di distinguere tra chi costruisce l’infrastruttura, chi sviluppa i modelli e chi, infine, saprà trasformare questa tecnologia in valore concreto per i propri clienti.
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