Pubblicato il 26 febbraio 2026 su Punti di vista sul mercato

Nvidia: trimestrale da record: ricavi +73% e prospettive ancora migliori. Il titolo è sottovalutato?

C’era una volta, fino a pochi anni fa, chi guardava Nvidia come un’azienda di schede grafiche per videogiochi. Oggi, il colosso guidato da Jensen Huang è il simbolo stesso della rivoluzione dell’intelligenza artificiale, e i numeri dell’ultima trimestrale non fanno che confermare questo ruolo da protagonista.

I risultati del quarto trimestre fiscale di Nvidia hanno superato anche le attese più ottimistiche, con ricavi pari a 68,1 miliardi di dollari. Il dato, in crescita del 73% su base annua e del 20% rispetto al trimestre precedente, dimostra che la macchina dell’AI continua a correre senza mostrare alcun segno di rallentamento. Anzi, la crescita sta addirittura accelerando rispetto ai trimestri precedenti, grazie alla massiccia ondata di investimenti annunciata dalle grandi società di cloud computing.

Prospettive ancora più rosee per il 2026

Il dato che ha maggiormente colpito gli analisti, però, non è tanto il risultato passato quanto le indicazioni per il futuro. Nvidia prevede per il trimestre aprile-giugno ricavi pari a 78 miliardi di dollari, in crescita del 77% su base annua e nettamente superiori alle stime del consensus ferme a 72,9 miliardi.
Il management ha spinto l’ottimismo ancora oltre, suggerendo che le precedenti previsioni di 300 miliardi di dollari di ricavi per i prodotti Blackwell e Rubin nel 2026 potrebbero rivelarsi addirittura conservative. E per chi temeva una crescita destinata a esaurirsi, ecco la notizia rassicurante: Nvidia prevede una crescita sequenziale in ciascuno dei quattro trimestri del 2026.
Un dettaglio che colpisce è l’entità dell’aumento atteso: mentre nei trimestri precedenti l’incremento dei ricavi dai data center si aggirava intorno ai 4 miliardi di dollari a trimestre, le previsioni per il primo trimestre fiscale implicano un balzo sequenziale di 11 miliardi di dollari. Un’accelerazione che racconta meglio di qualsiasi parola l’entusiasmo degli investitori nell’infrastruttura AI.

La view di Morningstar: titolo ancora sottovalutato

Brian Colello, analista di Morningstar, ha commentato i risultati mantenendo invariate le proprie valutazioni. La stima del fair value per il titolo Nvidia resta fissata a 240 dollari, un livello che suggerisce come il mercato stia ancora prezzando il titolo con un certo margine di sconto rispetto al valore effettivo.
Nonostante la recente stabilità del titolo dopo la chiusura delle contrattazioni, gli analisti continuano a ritenere che le potenzialità dell’azienda non siano ancora pienamente incorporate nelle quotazioni attuali. Le principali società cloud, i costruttori di modelli e persino i governi continueranno a investire nell’IA, alimentando la domanda per i chip e le piattaforme Nvidia.
Il giudizio complessivo di Morningstar assegna a Nvidia un Economic Moat di livello Ampio, a testimonianza della forza competitiva dell’azienda e delle difficoltà per eventuali concorrenti di insidiare la sua posizione dominante. Il rating sul titolo è di quattro stelle su cinque, indicando una moderata sottovalutazione.

I rischi: Cina e l’accordo con OpenAI

Non tutto però è privo di ombre. Morningstar mantiene per Nvidia un Uncertainty Rating “Molto Alto” , a significare che i tempi e la portata dell’adozione dell’IA nei prossimi dieci anni restano difficilmente prevedibili con precisione.
Due i fattori di attenzione segnalati dagli analisti. Il primo riguarda la Cina: le previsioni di Nvidia non includono un aumento significativo dei ricavi derivanti dalla vendita di prodotti per data center nel mercato cinese, nonostante le precedenti approvazioni per le vendite H200. Un vuoto che potrebbe pesare nel lungo termine.
Il secondo nodo è l’accordo con OpenAI, la società dietro ChatGPT. Nvidia non ha ancora firmato l’intesa precedentemente annunciata, limitandosi a dichiarare di “ritenere che sia vicina” alla conclusione. Fonti esterne, tuttavia, suggeriscono che potrebbe trattarsi di un accordo di dimensioni inferiori rispetto a quanto inizialmente ipotizzato.

L’AI non è una bolla (almeno per ora)

Il messaggio complessivo che emerge dalla trimestrale è netto: una “bolla dell’IA” non sembra imminente. Gli investimenti continuano a fluire, le previsioni di crescita si confermano solide e il mercato sembra lontano da quella saturazione che in passato ha segnato la fine di altri cicli tecnologici.
Per gli investitori, la domanda resta quella di sempre: quanto di questo entusiasmo è già nei prezzi e quanto ancora deve essere scontato? La view di Morningstar, con un fair value a 240 dollari, suggerisce che un margine di crescita ci sia ancora. Ma in un settore così dinamico e in rapida evoluzione, la cautela resta d’obbligo, e la diversificazione l’unica vera ancora di salvezza.



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