Pubblicato il 16 gennaio 2026 su Punti di vista sul mercato

Dazi Usa, la Cina regge l’urto: surplus commerciale ai massimi storici

I dazi imposti dall’amministrazione Trump non hanno frenato l’export cinese. Al contrario, nel 2025 Pechino ha registrato un surplus commerciale record di 1.189 miliardi di dollari, sostenuto da una crescita delle esportazioni del 5,5% su base annua e da importazioni rimaste complessivamente stabili. Di fronte alle nuove barriere tariffarie statunitensi, le imprese cinesi hanno accelerato la diversificazione geografica, riducendo la dipendenza dal mercato Usa e rafforzando i flussi verso Unione Europea e Sud-Est asiatico.

Dicembre in forte accelerazione per l’export

Il mese di dicembre ha confermato questa tendenza. Il surplus commerciale ha raggiunto i 114,1 miliardi di dollari, segnando per la settima volta nel corso dell’anno un valore mensile superiore ai 100 miliardi. Le esportazioni sono cresciute del 6,6% su base annua, superando le attese e registrando il ritmo più sostenuto da settembre. La spinta è arrivata soprattutto dai mercati non statunitensi. Dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del novembre 2024, Pechino ha intensificato gli sforzi per rafforzare i legami commerciali con l’ASEAN e con l’Unione Europea, puntando a ridurre l’esposizione alle tensioni con Washington.

Importazioni in ripresa e surplus Usa in calo

Anche sul fronte delle importazioni i dati di dicembre hanno sorpreso in positivo. Gli acquisti dall’estero sono aumentati del 5,7% su base annua, ben oltre le aspettative di mercato che indicavano una crescita inferiore all’1%, segnando il ritmo più elevato degli ultimi sei mesi. Parallelamente, il surplus commerciale della Cina nei confronti degli Stati Uniti si è leggermente ridotto. A dicembre si è attestato a 23,25 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 23,74 miliardi di novembre, segnale di un progressivo riequilibrio geografico dei flussi commerciali.

Pechino accusa Washington sul dossier Taiwan

Nel frattempo, il confronto tra Cina e Stati Uniti si è esteso anche al fronte industriale e tecnologico. Pechino ha accusato Washington di portare avanti un vero e proprio “saccheggio economico” ai danni di Taiwan, utilizzando la leva dei dazi e delle trattative commerciali per spingere la società TSMC ad aumentare gli investimenti produttivi negli Stati Uniti. Secondo Zhu Fenglian, portavoce dell’Ufficio per gli Affari di Taiwan del Consiglio di Stato cinese, un eventuale accordo commerciale tra Washington e Taipei rappresenterebbe una rinuncia ai vantaggi industriali strategici dell’isola. L’accusa è che gli Stati Uniti stiano cercando di integrare Taiwan nella propria strategia industriale, indebolendone nel lungo periodo la base tecnologica.

La critica al governo taiwanese

Nel mirino di Pechino è finito anche il Partito Democratico Progressista di Taiwan, accusato di non opporsi alle pressioni americane. Secondo le autorità cinesi, facilitare il trasferimento di competenze e capacità produttive nel settore dei semiconduttori, in cambio di una possibile riduzione dei dazi, comprometterebbe le prospettive di sviluppo dell’economia taiwanese e gli interessi della popolazione locale.
Il quadro che emerge è quello di una Cina che, pur sotto pressione geopolitica e commerciale, riesce a riposizionare le proprie catene di export, mantenendo saldo il surplus e rafforzando il proprio ruolo nel commercio globale, mentre le tensioni con Washington si spostano sempre più dal piano tariffario a quello industriale e tecnologico.

Fonte: Link


I suggerimenti di Fundstore

Il capitale non investito è soggetto a svalutazione dovuto a inflazione e altri fattori. In attesa del momento giusto per investire, Fundstore ti mette a disposizione un Conto Corrente Web che remunera il tuo capitale a un tasso vantaggioso, senza vincoli e senza limiti. Inizia a risparmiare oggi, scopri di più cliccando Qui

Fundstore Team

Il nostro gruppo di lavoro. Pubblichiamo articoli inerenti il funzionamento e le novità di Fundstore e facciamo una selezione del materiale più interessante che riceviamo dalle società di gestione.

Investi con Fundstore

Grazie a Fundstore puoi investire in modo semplice, autonomo, veloce e a costo zero.