Pubblicato il 28 agosto 2025 su Punti di vista sul mercato

Auto elettriche: perché la transizione è più lenta del previsto

L’Unione Europea ha fissato al 2035 la data limite per la vendita di nuovi veicoli a combustione interna, ma la strada verso la mobilità elettrica appare ancora in salita. Secondo un recente sondaggio carVertical, oltre la metà degli automobilisti non prenderebbe oggi in considerazione l’acquisto di un’auto elettrica, preferendo benzina o diesel.

Nonostante incentivi e politiche pubbliche, i numeri raccontano una realtà chiara: 4 automobilisti su 5 scelgono ancora i motori tradizionali.

I numeri del sondaggio

Alla domanda sull’alimentazione preferita, il 43,8% degli intervistati ha indicato la benzina, il 38,9% il diesel, il 10,4% l’ibrido e solo il 5,6% l’elettrico.

Un dato che conferma come il cambiamento culturale e pratico verso la mobilità a emissioni zero richiederà più tempo del previsto.

Le intenzioni di acquisto sono altrettanto indicative: il 51,5% non intende acquistare un’auto elettrica, il 36,3% resta indeciso e appena il 12,2% si dichiara pronto al passaggio.

Perché l’elettrico convince ancora poco

Gli ostacoli principali sono noti e diffusi:

  • Prezzi elevati: il 32% ritiene le auto elettriche troppo costose.
  • Autonomia limitata: il 26,7% teme di restare senza ricarica nei lunghi tragitti.
  • Infrastrutture insufficienti: il 21,1% segnala la mancanza di colonnine capillari.
  • Valore di rivendita: il 12% considera il mercato dell’usato poco conveniente.

Come sottolinea Matas Buzelis, esperto del settore per carVertical, “gli incentivi pubblici funzionano, ma non bastano: finché la convenienza non sarà percepita come intrinseca, la domanda resterà fragile”.

Perché alcuni scelgono comunque l’elettrico

Tra chi valuta positivamente l’acquisto, emergono motivazioni economiche:

  • Costi di manutenzione più bassi (47,2%), grazie a una meccanica più semplice e meno soggetta a usura.
  • Agevolazioni fiscali (17,6%), come l’esenzione dal bollo in Italia per i primi 5 anni o le tasse ridotte nei Paesi Bassi.
  • Sussidi governativi (14,1%), ancora presenti in Francia e altri paesi, seppur in calo.

Sorprendentemente, solo il 14% degli automobilisti cita la sostenibilità ambientale come motivazione primaria. Tuttavia, l’espansione delle zone a basse emissioni nelle grandi città europee sta trasformando l’elettrico da scelta volontaria a necessità.

Uno scenario globale in rapido cambiamento

Se in Europa la transizione procede a rilento, sul fronte internazionale emergono nuovi protagonisti. In aprile 2025, la cinese BYD ha superato Tesla nelle vendite di veicoli elettrici a batteria, registrando un incremento del 359% anno su anno.

Nonostante i dazi imposti dall’UE, i marchi cinesi stanno guadagnando terreno nel mercato europeo, aumentando la competizione e, potenzialmente, rendendo i prezzi più accessibili.

La transizione verso l’elettrico resta quindi inevitabile, ma non immediata. Per gli investitori e gli operatori del settore, ciò significa prepararsi a una fase di adattamento graduale, dove tecnologia, incentivi e fiducia dei consumatori giocheranno un ruolo decisivo.

Fonte: Link

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